La storia dimenticata dei Manifesti rosacrociani

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La pubblicazione dei Manifesti rosacrociani causò grande subbuglio nell’Europa spirituale al principio del 17º secolo. La veemenza nel cercare pro e contro indica che il loro messaggio aveva toccato profondamente gli animi. La storia dimenticata dei Manifesti parla una lingua tutta sua.

La Cristianità europea, nel 16º e 17º secolo, era caduta in una crisi profonda. I movimenti di riforma di Lutero e Calvino avevano screditato la supremazia della Chiesa romana. I riformatori non solo si riferivano agli abusi e alla decadenza interni alla Chiesa, ma volevano contemporaneamente rafforzare la fede individuale basata sulla responsabilità dell’individu.

Ma sia Lutero che Calvino imposero nuovi dogmi, che presero in prestito dal passato. Ciò include, ad esempio, la dottrina della predestinazione nel Calvinismo, secondo la quale Dio ha stabilito il fato dell’universo e l’esistenza dell’essere umano sin dall’inizio. Lutero e Calvino con ciò si volgevano verso l’autorità della Bibbia. Tra i loro stessi seguaci, in molti casi fu rimarcato che la lettera dominava lo spirito.

Desiderando ardentemente la Chiesa invisibile

In risposta, negli spiritualisti tedeschi Kaspar Schwenckfeld (1490-1561), Valentin Weigel (1533-1588) e Sebastian Franck (1499-1542/43 ) nacque il desiderio di una Chiesa Invisibile, che – come insegnava Paolo – ha origine nell’interiorità; una Chiesa invisibile che unisce tutti coloro che seguono lo spirito divino.

Nel bel mezzo del grande periodo di crisi, la disputa tra Riforma e Controriforma che condusse alla devastante Guerra dei Trent’anni, la pubblicazione dei tre scritti dei Rosacroce classici scosse il mondo spirituale dell’antica Europa come un fragore.

Il Cerchio di Tübingen

Dietro ai Manifesti – specialmente dietro ai manoscritti della Fama e della Confessio – c’era il cosiddetto Cerchio di Tübingen, un circolo di amici che, nel 1608, consisteva di 12 membri. Era stato fondato dall’avvocato Tobias Hess (1568-1614), che si era ampiamente occupato di medecina paracelsiana, alchimia e studio della Bibbia. Il pensiero del Cerchio di Tübingen si basava su un triplice sforzo: un approfondimento della Bibbia, un’esplorazione della natura e una vita caratterizzata dall’amore per Dio e il prossimo.

Quanto era stato preparato nel Medioevo e, di conseguenza, sviluppato ulteriormente in seguito, avvenne apertamente nei primi anni del 17º secolo, nella forma di un “programma” della riforma mondiale generale, da parte della Fraternità dei Rosacroce. Elementi della conoscenza filosofica e naturale, astrologica, alchemica e mistica di quel tempo erano tutti presenti in questo programma.

I tre scritti furono pubblicati nel 1614, 1615 e 1616 in Germania

Fama Fraternitatis R.C.
L’Appello della Fraternità dei Rosacroce (1614)

Confessio Fraternitatis R.C.
La Confessione della Fraternità dei Rosacroce (1615)

Chymische Hochzeit Christiani Rosencreutz
Le nozze alchemiche di Cristiano Rosacroce (1616)

La Fama ci confronta con una riforma totale della visione del mondo, nella religione, nella scienza e nell’arte.

La Confessio riconferma questo appello, includendo i principi essenziali della Fraternità. Era anche un potente appello rivolto agli studiosi e ai principi d’Europa, che invita a un lavoro unanime in una profonda attitudine cristiana.

Johann Valentin Andreae

Johann Valentin AndreaeJohann Valentin Andreae

Le Nozze chimiche sono il racconto d’iniziazione dei Rosacroce. Si tratta della storia allegorica e velata dei Rosacroce, nel loro percorso verso l’unione dell’anima con lo spirito divino. Il suo autore è Johann Valentin Andreae, che si aggiunse al Cerchio di Tübingen nel 1608.

Nato a Herrenberg, nella Germania del sud, e nato in un contesto di tradizione spirituale luterana, era una persona eclettica, dotato di una grande conoscenza, specialmente nei campi della teologia, matematica e scienze naturali. Fu reso noto come autore delle “Nozze alchemiche” soltanto nel 1799, quando la sua autobiografia fu pubblicata per la prima volta da David Christoph Seybold.

La visione rosacrociana della Dimora Sancti Spiritus

Attraverso la diffusione dei loro scritti, gli autori dei Manifesti speravano di costruire una rete di simpatizzanti in Europa, che avrebbe dovuto condurre alla realizzazione del loro ideale: la formazione di una Chiesa spirituale, libera e interiore, che chiamavano Dimora Sancti Spiritus, la casa dello Spirito Santo. Il programma dei Rosacroce per una riforma mondiale generale includeva l’appello di seguire un cammino interiore di cambiamento, il cammino d’iniziazione. Ma questo appello, in principio, fu compreso soltanto da pochi.

Per i simpatizzanti: quattro anni e mezzo di schiavitù da galeotti

La diffusione dei Manifesti si svolse in maniera molto diversa rispetto a quanto gli amici del Cerchio di Tübingenavevano supposto. Nella Fama, essi avevano annunciato che questa pubblicazione avrebbe dovuto essere inviata agli studiosi d’Europa “in cinque lingue”. Questo progetto, comunque, fu infranto dal compositore contempoeaneo, alchimista e fisico Adam Haselmayr, originario del Sud Tirolo, che pubblicò una risposta su un manoscritto della Fama nel 1612. Pagò per questo suo entusiasmo – per un’iniziativa dei Gesuiti – con la condanna di quattro anni e mezzo di schiavitù da galeotto.

Due anni più tardi, una versione non autorizzata della Fama fu pubblicata a Kassel. Il progetto di avere la versione tedesca e tutte le traduzioni pubblicate in un unico libro fallì.

Negli anni seguenti, furono pubblicate traduzioni in diverse lingue europee.

1.700 pubblicazioni in 100 anni

L’insieme dei tre scritti causò una grande ondata di reazioni favorevoli e sfavorevoli. Durante i primi dieci anni, quattrocento stampe furono pubblicate sotto forma di volantini, libelli, libri e articoli – un numero molto elevato per quel tempo. Fino all’alba del 18º secolo, il numero degli scritti che reagivano ai Manifesti arrivava fino a circa 1.700. Nella loro diversità, ma anche nella durezza della loro approvazione e disapprovazione, l’ambito di queste reazioni divenne simile alla disputa concernente le idee riformatrici di Lutero e Calvino.

Nei principati tedeschi, in Austria, Bohemia, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Francia, Italia e nei paesi baltici, furono fondate un gran numero di società segrete, che si rifacevano all’idea della Fraternità dei Rosacroce. Inoltre, sorsero molte associazioni che presentavano elementi dal programma di riforma dei Manifesti per il raggiungimento di certi ideali.
Johann Amos Comenius e il “Collegium Lucis”

Esse includevano il Collegium Lucis di Amos Comenius (1592-1670). Questi apparteneva alla comunità dei Confratelli boemi e fece luce sull’impulso di rinnovamento di Andreae, nella metà del 17º secolo. Il “Collegium Lucis “ – inaugurato nel 1667 ad Amsterdam – era basato sulle idee di base della Fraternità dei Rosacroce. Anche nei suoi scritti pedagogici e pansofici, Comenius lavorava su questi pensieri. Nella “Nuova Atlantide” di Francis Bacon troviamo anche l’eco degli ideali della Fama.

Massoneria mistica

L’impulso rosacrociano ebbe un grande impatto sulla Massoneria, sopratutto in Inghilterra e Germania. La frammassoneria mistica si basava sull’edificazione del Tempio di Salomone e sulla figura del suo maestro costruttore Hiram Abiff, come tempio interiore dell’anima. I misteri della costruzione di questo tempio spirituale erano stati protetti, nel corso del Medioevo, dalle corporazioni e dai “massoni” che lavoravano alle cattedrali gotiche.

L’idea centrale dei Rosacroce rivive

Jan van Rijckenborgh
Jan van Rijckenborgh
Il rosacrociano inglese Robert Fludd (1574-1637) scrisse: “Edifica te stesso come un tempio spirituale fatto di pietre viventi, la cui pietra d’angolo è Cristo.”
Questa idea centrale del Rosacrocianesimo ha avuto un seguito nei secoli successivi e si è riflettuta in vari movimenti rosacrociani, fino ad ora. Per i Rosacroce del Lectorium Rosicrucianum, essa forma la pietra d’angolo essenziale del loro lavoro. Il cammino spirituale della trasfigurazione dell’uomo in spirito, anima e corpo, descritto nei tre scritti rosacrociani tradizionali, è impartito e realizzato nel Lectorium Rosicrucianum.

Jan van Rijckenborgh, fondatore e leader spirituale del Lectorium Rosicrucianum, ha ripubblicato i tre scritti dei Rosacroce classici nella metà del 20º secolo, aggiungendovi la sua analisi esoterica.

Il Lectorium Rosicrucianum sul Wimberg a Calw

Dal 1957, il Centro di Conferenze della Germania del sud del Lectorium Rosicrucianum, la Scuola Spirituale Internazionale della Rosacroce d’Oro, è situato sul Wimberg a Calw. Fu fondato come primo dei tre Centri di Conferenze in Germania; un luogo d’incontro per i membri del Lectorium Rosicrucianum, con la finalità ti trascorrere un weekend insieme, una o due volte al mese, per focalizzarsi sul messaggio centrale dei Rosacroce, come era scritto nei tre scritti classici, e sulla maniera di realizzarlo.

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