Non-fare

L’allievo riesce a provare qualcosa di un’altra realtà di vita solo allorquando comincia a comprendere un po’ le leggi che reggono la trama della sua vita attuale. Questa possibilità non si basa allora su un sublime pensiero suggeritogli dalla Scuola Spirituale, ma è la vita stessa a insegnarglielo. Quando la personalità-ego non ragiona più, ma si pone nella vita stessa, si lascia vivere dalla vita, allora comincia a sapere. La sua coscienza nella materia si

Essere mite

Per continuare nelle nostre riflessioni si rende necessario comprendere cosa vuol dire essere mite. Per spiegare la parola ‘mite’ senza celebrare questa virtù, come invece fanno cantici e inni, ricordiamo i seguenti punti essenziali. Essere mite è possedere la forza dell’equilibrio interiore; l’equilibrio interiore nasce quando siamo coscienti dell’essenza della vita e della nostra relazione con l’universo. Essere mite è fare la continua esperienza della non-dualità. Essere mite è essere perfettamente non-combattivi; e la non-combattività

La violenza annientata

Cosa riempie la vita del mite? Da dove questi trova il suo coraggio? Da dove attinge la forza ‘sovrumana’ d’amare anche i suoi nemici? Ecco una domanda importante, poiché il mite capace di tanto possiede la chiave della pace. E, quando si possiede la chiave con la quale annientare la violenza, tutti i nostri problemi sono risolti. Non v’è infatti niente che noi desideriamo quanto la scomparsa della violenza, la risoluzione della lotta per la
L’amore è unità, unità senza alcuna divisione. L’amore esiste solo così, non esiste in astratto, in teoria, non è un’idea. E’ piuttosto l’espressione dell’idea quando incontriamo qualcuno. E’ la radiazione calma, serena, unificata della coscienza che non risente più né attrazione né repulsione, le quali fanno nascere violenti turbini d’energia, che da un lato consumano l’essere con le passioni e dall’altro l’intristiscono sotto l’influsso glaciale dell’antipatia. L’amore rende mite. Non v’è più né ricerca dell’errore

Il conflitto interiore

La Scuola Spirituale della Rosacroce d’Oro rivela l’Insegnamento Universale, la cui essenza non si trasmette tramite parole o scritti, ma per mezzo di una forza. Il termine “universale” è dovuto al fatto che questa forza si manifesta costantemente in tutte le epoche, in tutte le razze e nell’intero campo di vita terrestre. Questa forza cerca ciò che si è perduto da tempi immemorabili. Essa chiama senza sosta l’uomo per renderlo cosciente della sua vocazione originale
La pubblicazione dei Manifesti Rosacrociani causò grande subbuglio nell’Europa spirituale al principio del 17º secolo. La veemenza nel cercare pro e contro indica che il loro messaggio aveva toccato profondamente gli animi. La storia dimenticata dei Manifesti parla una lingua tutta sua. La Cristianità europea, nel 16º e 17º secolo, era caduta in una crisi profonda. I movimenti di riforma di Lutero e Calvino avevano screditato la supremazia della Chiesa romana. I riformatori non solo

La Fama Fraternitatis

400 anni fa l’Ordine della Rosacroce, pubblicò un piccolo libro intitolato “Fama Fraternitatis R.C.”, tradotto abitualmente come “L’appello della Fraternità della Rosacroce”. Noi vediamo in questo antico testo una serie di indicazioni molto precise intorno al vero senso della vita. La nostra civiltà si trova oggi in un punto di snodo molto particolare, un momento assai confuso, in cui lo smarrimento e l’incertezza sul futuro tendono a paralizzare le coscienze in uno stato di grande